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Perimetro

installazione sonora acusmatica site-specific per 8 altoparlanti perimetrali

ideazione e composizione di Pierpaolo Ovarini, testo ed interpretazione vocale di Yuna Leonis

DAS, Bologna, 20/02/2026

Perimetro è un’installazione acusmatica multicanale che non prende avvio dall’opera intesa come oggetto estetico autonomo, ma dallo spazio che la accoglie. È lo spazio stesso a diventare il vero soggetto del lavoro: inizialmente come campo di misurazione acustica, poi come forma astratta ed emotiva attraverso la misurazione vocale. L’ambiente è una stanza buia, priva di elementi visivi definiti. A terra, una traccia luminosa fluorescente non illumina realmente lo spazio, ma agisce come unico riferimento percettivo. La dimensione visiva viene così annullata, lasciando emergere il suono come principale strumento di orientamento.

Lungo il perimetro sono disposti otto diffusori che riproducono una composizione articolata in due sezioni. La prima è costituita da suoni di misurazione, costruiti a partire da tre archetipi elettronici: rumore bianco, impulso e sinusoide, scelti per la loro purezza. Questi elementi, considerati tendenzialmente scarto sonoro quando utilizzati per misurare lo spazio acustico, vengono qui portati in primo piano: si muovono tra le casse con traiettorie geometriche, tracciando un contorno sonoro che consente al pubblico di percepire perimetro, dimensioni e qualità materiali dello spazio. La seconda sezione introduce un materiale sonoro opposto alla neutralità dell’archetipo elettronico: la voce. Essa si colloca lungo un asse compositivo che va dalla misurazione acustica, in mimesi con i suoni elettronici, a una misurazione emotiva del perimetro. I testi, tratti da frammenti poetici di Yuna Leonis, che è anche interprete vocale del brano, includono parole indicative (nord, sud, est, ovest), quantitative (uno, due, tre) in lingue diverse (italiano, francese, inglese, fiammingo) come anche suoni vocali più semplici ed universali.

Diffusi attraverso il sistema multicanale, questi elementi giocano con la funzione orientativa del suono, generando ambiguità e slittamenti: dichiarano il numero della cassa da cui provengono, forniscono indicazioni sbagliate, impiegano riverberi innaturali e si spingono fino a una forma decostruita di canzone.

Ne emerge un’esperienza percettiva in cui lo spazio entra nell’opera come elemento attivo e mutevole. La relazione tra corpo, suono, linguaggio e luogo si costruisce progressivamente. L’installazione invita così lo spettatore ad abitare un ambiente dinamico, in cui la nozione di orientamento non è imposta, bensì continuamente negoziata. Elisa Zanta

Perimetro

site-specific acousmatic sound installation for 8 perimeter loudspeakers

concept and composition by Pierpaolo Ovarini, lyrics and vocal performance by Yuna Leonis

DAS, Bologna, 20/02/2026

Perimetero is a multichannel acousmatic installation that does not originate from the opera intended as an autonomous aesthetic object, instead from the space that hosts it. It is the space itself that becomes the true subject of the work: initially as a field of acoustic measurement, then as an abstract and emotional form through vocal measurement. The environment is a dark room, devoid of clearly defined visual elements. On the floor, a fluorescent luminous trace does not actually illuminate the space, but acts as the only perceptual reference. The visual dimension is thus annulled, allowing sound to emerge as the main tool for orientation.

Along the perimeter, eight loudspeakers are arranged, reproducing a composition articulated in two sections. The first is made up of measurement sounds, constructed from three electronic archetypes: white noise, impulse and sine wave, chosen for their purity. These elements, usually considered sonic waste when used to measure acoustic space, are here brought to the foreground: they move between the speakers along geometric trajectories, tracing a sonic contour that allows the audience to perceive the perimeter, dimensions and material qualities of the space. The second section introduces a sound material opposed to the neutrality of the electronic archetype: the voice. It is placed along a compositional axis that moves from acoustic measurement, in mimesis with the electronic sounds, towards an emotional measurement of the perimeter. The texts, drawn from poetic fragments by Yuna Leonis, who is also the vocal performer of the piece, include indicative words (north, south, east, west), quantitative ones (one, two, three) in different languages (Italian, French, English, Flemish), as well as simpler and more universal vocal sounds.

Diffused through the multichannel system, these elements play with the orienting function of sound, generating ambiguities and shifts: they state the number of the loudspeaker from which they come, provide wrong indications, employ unnatural reverbs and move towards a deconstructed form of song.

What emerges is a perceptual experience in which space enters the work as an active and mutable element. The relationship between body, sound, language and place is progressively constructed. The installation thus invites the listener to inhabit a dynamic environment in which the notion of orientation is not imposed, but continually negotiated.
Elisa Zanta




testo: Elisa Zanta

ph: Michelangelo Fratianni